Non perdiamo tempo

I tempi per l’insediamento dei nuovi organi di governo dell’Enpap si profilano lunghi: a distanza di quasi un mese dal termine dello scrutinio, nel telegramma di nomina inviato agli eletti , Arcicasa indica genericamente il mese di maggio.

Il regolamento non fornisce indicazioni precise in merito, e la maggioranza uscente sta approfittando di questa lacuna per ritardare l’uscita di scena, per di più deliberando nuovi investimenti! Eppure un rapido passaggio di testimone sarebbe doveroso e necessario per il rispetto degli elettori e per il buon funzionamento dell’Ente.

La nuova consiliatura avrà molto lavoro da svolgere, per risanare le molte storture lasciate in eredità da Costruire Previdenza, e non c’è tempo da perdere.

Noi di C&P faremo la nostra parte: già lo abbiamo scritto nel nostro primo comunicato sui risultati elettorali, saremo una minoranza vigile, critica, stimolante e propositiva.

Ci sono alcune urgenze da affrontare, per cui ci impegneremo fin dai primi giorni del nostro mandato, fra queste:

  • una drastica riduzione delle spese di gestione per gli organismi consiliari, e per la gestione complessiva dell’Ente. Il risparmio ottenuto potrà essere destinato ad iniziative a favore dei giovani colleghi che si affacciano alla professione, nonché ad una riduzione dei minimi contributivi, e delle sanzioni
  • la verifica della situazione del palazzo di via della Stamperia
  • la analisi del portafoglio investimenti 

In parallelo, e non meno urgente, la revisione di Statuto e Regolamenti, finalizzata a garantire:

  • la massima trasparenza dell’operato degli organi di governo, CdA e CIG, sia al loro interno, sia verso gli iscritti. In concreto, pretenderemo la trasmissione reciproca di informazioni , atti, documenti; convocazioni tempestive delle riunioni, con OdG precisi e corredati dei documenti indispensabili per una effettiva discussione e scelta ragionata; la pubblicazione sul sito di verbali e delibere;
  • la reale possibilità per la minoranza di svolgere la sua naturale funzione di voce critica, in un costante rapporto dialettico con la maggioranza, convinti che lo spazio di confronto di pensieri diversi sia non soltanto fondamentale strumento e garanzia della vita democratica, ma una effettiva risorsa per la realizzazione di obiettivi complessi. In concreto, ciò significa anche avere rappresentanze di minoranza in ogni contesto, in primis nel Collegio Sindacale.